Il programma di controllo e la durata del sartiame

(Contenutti tratti dal manuale Navtec: "Rigging Service Guidelines")

 

<< Controllare il sartiame?? …ma se navigo da 10 anni e non è mai successo niente!! …e poi, come si fa a tirare giù l'albero? >>

La reazione non è così insolita come ci si potrebbe aspettare, e non è solo questione di inesperienza; purtroppo, se è vero che alla propria automobile si eseguono scrupolosamente tutti i tagliandi previsti dal costruttore e sollecitati dal computer di bordo, è altrettanto vero che nella nautica la cultura della prevenzione non è così diffusa.

Un appropriato piano di verifica delle attrezzature di uno yacht non solo salvaguardia la sicurezza dell’equipaggio e dello stesso mezzo, limitando al contempo i tempi di intervento dovuti agli imprevisti, ma permette altresì all’armatore di godersi ogni istante del proprio tempo libero dedicato al proprio gioiello.

<< Ogni quanto si deve controllare o sostituire il sartiame di una barca a vela? >>

Premesso che nella letteratura si trovano molte proposte circa la frequenza dei controlli e l’aspettativa di vita di un sartiame, e ogni produttore fornisce solo delle indicazioni a riguardo, purtroppo la risposta è dibattuta, dato che i fattori che concorrono ad invecchiare un sartiame sono numerosi, rilevanti e non facilmente ponderabili.

Tecnorigging offre la propria esperienza, maturata in oltre 15 anni di interventi su centinaia di imbarcazioni, agli armatori, ai comandanti e alle società di gestione e di charter, per definire un programma di manutenzione e verifica personalizzato sulle particolari esigenze dello yacht. Nello specifico dei controlli del rigging il programma si baserà non solo sulle indicazioni del produttore, ma anche sulla storia dell’imbarcazione e delle precedenti manutenzioni e sui piani di navigazione futura.

Per iniziare vediamo i principali fattori che concorrono ad invecchiare un sartiame:

  • I criteri di dimensionamento: la scelta del coefficiente di sicurezza, con cui viene dimensionato un sartiame ed il suo rigging, non sempre è determinata da criteri di longevità; ad esempio, nel caso di barche da regata, la scelta è dettata dalla necessità di avere pesi minimi e basso attrito con l’aria. Nel caso invece delle produzioni di grande serie a volte la filosofia progettuale è quella del contenimento dei costi, che porta a ridurre le dimensioni delle attrezzature e quindi le sezioni dei tondini o dei cavi . Ovviamente, a parità di carico, un sartiame con sezione ridotta è maggiormente stressato e la sua aspettativa di vita si riduce.
  • Le condizioni di utilizzo: è intuitivo che il sartiame di una barca che naviga abitualmente in zone ventose e mari agitati subisce uno stress maggiore di una barca che naviga in condizioni meteo tranquille, come pure è probabile che il sartiame di una barca da regata sia più “sfruttato” rispetto a quello di una barca da crociera. Non dimentichiamo che la stessa usura meccanica, indotta dalle vibrazioni del vento che soffia tra le sartie nel lungo periodo di sosta in porto, contribuisce a ridurre la vita di un sartiame.
  • Regolazione dell’albero: come capita sovente di riscontrare, un’errata regolazione del sartiame o, più raramente, la limitatezza di uno snodo, possono portare al raggiungimento di carichi di lavoro, distribuiti o localizzati, superiori a quelli di snervamento o prossimi a quelli di rottura, soprattutto per le sartie diagonali e gli stralli.
  • La manutenzione: lo stato di conservazione del sartiame, in particolare delle estremità del cavo o del tondino, siano esse pressature o ricalcature e gli stessi arridatoi, influisce in maniera determinante sulla sua durata. La presenza di cappucci, pelli o (orribili) nastrature adesive, ma anche le stesse stemball delle teste ricalcate del tondino, favoriscono il ristagno di acqua e di altri agenti inquinanti, che accelerano la corrosione delle superfici e la loro usura per attrito. Anche la temperatura alta dell’aria, associata a climi umidi e atmosfera salina (ad esempio il clima mediterraneo), produce un azione di stress chimico sulle superfici. Per tutti questi motivi un’accurata e regolare pulizia e ingrassatura dei terminali è decisiva per la durata del sartiame e per la sicurezza dello yacht.

 

Detto ciò è utile illustrare le linee guida che vengono seguite dagli addetti ai lavori, e che partono dalla classificazione degli yacht elaborata dalla Società di Classificazione e Consulenza tedesca "Germanischer Lloyd" con la collaborazione di alcuni produttori di rigging e alberai. In questa suddivisione gli yacht vengono raggruppati in 4 categorie in base al dislocamento cui vengono associate tipiche forme di utilizzo e condizioni di navigazione.

 

Categoria

Dislocamento

Navigazione prevalente

Conduzione tipica

I

Motorsailers / Crociera dislocamento pesante

Traversate oceaniche

Condotto da equipaggio

II

Dislocamento medio

Altura

Equipaggio / Armatore o non professionisti

III

Dislocamento leggero

Crociere costiere / Regate di club

Equipaggio / Armatore o non professionisti

IV

Dislocamento ultra-leggero

Regate

Equipaggio professionista

 

Categorie I e II

Nelle categorie I e II riconosciamo gli yacht con dislocamento pesante e medio, i quali hanno un particolare approccio all’ispezione delle sartie, visto che tendono a percorrere un maggiore numero di miglia rispetto alle imbarcazioni da regata e per un periodo molto più lungo di queste ultime. Proprio per questo la loro attrezzatura è studiata per garantire la longevità più che la prestazione assoluta.

Generalmente non è previsto di flettere significativamente l’albero per controllare la forma delle vele. Molto spesso sono adottati i terminali ad occhio con relativi snodi che sono più pesanti degli ancoraggi più sofisticati, ma garantiscono un migliore allineamento del tondino sotto carico. Questo minimizza gli stress da flessione lasciando il carico di trazione come principale causa di affaticamento meccanico.

Le rotture indotte dall’affaticamento a trazione avvengono dopo un numero di cicli di carico molto maggiore di quelle indotte da flessione. I grandi yacht e super-yacht spesso percorrono da 15.000 a 30.000 miglia all’anno e possono accumulare velocemente un grande numero miglia, e di conseguenza la possibilità di affaticamento a trazione.

Avremo come risultato un programma di manutenzione che è basato principalmente su un carico di lavoro percentualmente molto inferiore a quello di rottura e tale da non destare preoccupazione.

Categorie III e IV

Gli Yacht con dislocamento leggero od ultra-leggero, hanno spesso alberi molto flessibili, abbondantemente preflessi e, non di rado, attrezzati con piani velici che prevedono sezioni di tondino minime rispetto ai carichi applicati.

Queste strutture possono generare sul tondino e sui terminali carichi di lavoro intorno al 40-50% del carico di rottura del tondino. Questo accorcia sensibilmente la vita delle sartie e rende necessario un più intenso e frequente ciclo di ispezione e manutenzione, al fine di prevenire situazioni di pericolo per la barca e l’equipaggio.

I controlli

L’indicazione più semplice, che peraltro è dettata dal minimo buonsenso di ogni armatore o equipaggio, suggerisce che tutto l’albero e il fitting, indipendentemente dalla categoria di appartenenza dello yacht, vengano controllati visivamente con regolarità e almeno due volte l’anno e, qualora l’utilizzo fosse intensivo, anche con maggiore frequenza. A questo proposito è utile ricordare che i terminali pressati del sartiame in fune (IMMAGINE SPIFFERO) potrebbero presentare delle criccature già nel corso del primo anno di vita. Questo semplice controllo visivo è orientato alla ricerca di terminali non perfettamente allineati, usure, cricche superficiali, corrosione, picchettature o ruggine (che spesso è indice di rotture) di ogni accessorio dell’albero, ed è anche finalizzato alla verifica del corretto serraggio di viti, grani, bulloni, perni, coppiglie e quant’altro possa mettere in pericolo l’equipaggio e la barca in caso di apertura o distacco accidentale.

Vale la pena ricordare che, queste ultime verifiche, vanno rigorosamente attuate nelle prime miglia successive ad una qualunque operazione di alberatura, e con maggiore frequenza quando capitasse di navigare a vela e motore contemporaneamente. Infatti, in quest’ultimo caso, tutti gli organi di bloccaggio del sartiame sottovento, ma non solo, sono maggiormente soggetti ad allentarsi in seguito alle vibrazioni indotte da un motore.

Per quanto concerne il controllo approfondito, le linee guida che vengono seguite dagli addetti ai lavori suggeriscono, per gli yacht appartenenti alle categorie I e II (motorsailers, imbarcazioni da crociera a dislocamento pesante, e barche a dislocamento medio), che il fitting e il sartiame in tondino, dopo 40.000/60.000 miglia, e comunque entro i 4/6 anni di vita, vengano completamente smontati, puliti accuratamente, controllati in superficie visivamente con una lente d'ingrandimento ed eventualmente con i liquidi penetranti, e in profondità con una tecnica di indagine professionale NDT come gli ultrasuoni o le radiografie (il Certificato che viene rilasciato al termine del x\controllo può essere utilizzato a fini assicurativi) e ingrassati. Dopo il controllo è ragionevole assumere un’estensione della vita di ulteriori 20.000/30.000 miglia (e comunque non oltre 2/3 anni). Oltre questo periodo è suggeribile sostituire il sartiame e i tenditori, o comunque il taglio delle teste ricalcate e la ripressatura del tondino, compensandone l’accorciamento con la corsa del tenditore. Se durante qualunque controllo una testa ricalcata dovesse presentare delle fessurazioni o abrasioni essa dovrà essere sostituita o tagliata e il tondino ripressato.

Per quanto concerne il sartiame in fune  degli yacht appartenenti alle categorie I e II la “regola” prevede che il fitting ed il sartiame, dopo 40.000 miglia e comunque entro i 6 anni, vengano completamente smontati, puliti accuratamente, i terminali controllati con i liquidi penetranti (le teste dei terminali a martello sono, per conformazione, maggiormente suscettibili a criccare) e le viti dei tenditori sostituite; nella realtà potrebbe risultare più conveniente sostituire l’intero sartiame. Dopo questo intervento si può considerare un’estensione della vita fino ad un massimo di 10 anni complessivi per un sartiame che navighi in un clima caldo, umido e con elevata salinità dell'acqua, come quello Mediterraneo, fino a 15-20 anni per un sartiame che invece si trovi a navigare in acque dolci.

Per quanto riguarda gli yacht appartenenti alle categorie III e IV ovviamente è necessario un più intenso e frequente ciclo di ispezione e manutenzione; indicativamente possiamo considerare, come minimo, di raddoppiare la frequenza dei controlli già indicati per le categorie I e II, arrivando ad effettuare il controllo visivo (e quello approfondito nel caso di regate oceaniche) dopo ogni regata.

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